mercoledì 6 dicembre 2006

La porta di Tolomeo

Una volta tanto ho dovuto dare ragione a Stefano...

L'anno scorso mi ha convinto a leggere il primo libro della trilogia di Bartimeus: L'amuleto di Samarcanda, e io: "ma no... a me i fantasy nn piacciono molto... sembra un libro per bambini...", invece una volta iniziato me lo sono letto inquattro e quattrotto.. per non parlare del secondo volume: L'occhio del golem, letto praticamente tutto d'un fiato di ritorno dalle vacanze.

E finalmente è uscito il terzo volume: La porta di Tolomeo. Praticamente Stefano se l'è comprato e io gliel'ho rubato

però dato che adesso devo andare via, e mio padre rompe che devo pure sbrigarmi, non vi posso dire nulla. Vabbè va.. vi lascio l'esercitazione del Comunicato Stampa che ho dovuto fare per il corso di Editoria (l'appuntamento della presentazione è inventato):




SALANI


 


 


Comunicato stampa


 


LA PORTA DI TOLOMEO di Jonathan Stroud


 "Battaglie, magia e un finale dirompente... La degna conclusione di una saga eccezionale"


 


 


Il 4 dicembre 2006, alle ore 18.00, presso la libreria SASTRI, in Viale Pierluigi Nervi (Centro commerciale LATINA FIORI) a Latina, verrà presentato il volume conclusivo della trilogia di Bartimeus: La porta di Tolomeo, scritto da Jonathan Stroud.


In una Londra dove il potere dei maghi vacilla, scoppiano disordini, i cittadini si ribellano e gli spiriti si danno battaglia nelle strade, i destini di Nathaniel, Bartimeus e Kitty si intrecciano nuovamente per l’ultima epica battaglia. Nathaniel, giovane mago ministro dell’informazione, nonostante il successo raggiunto, diventa insofferente all’ambiente governativo che lo ha trasformato in una persona fredda e fin troppo ambiziosa. Unico legame con la propria infanzia è Bartimeus, il demone che conosce il suo nome di nascita. Per questo motivo tra i due esiste un rapporto del tutto speciale. Ma un rapporto diverso, basato sulla fiducia, è quello che si instaura invece tra il demone e Kitty, una “comune” che lotta contro la dittatura dei maghi, e che proprio a Bartimeus chiederà aiuto per realizzare i suoi piani. Il demone, dopo aver esorcizzato i fantasmi del suo passato, sarà chiamato a scegliere tra l’imposizione del dovere e il libero arbitrio.


L’alternarsi delle voci narranti dei tre protagonisti conferisce alla narrazione un ritmo coinvolgente, in cui alla voce dell’uno si sovrappone il punto di vista dell’altro, con una prosa vivace e ricca d’ironia. Nuovi sentimenti dovuti alla maturità raggiunta dai personaggi si intrecciano con vecchi ricordi, tutte le tracce aperte nei volumi precedenti trovano la loro naturale conclusione, in un finale ricco di suspence e colpi di scena, trasportando il lettore in un universo parallelo costruito della Londra fuligginosa dei primi del ‘900.


Nonostante il libro sembri essere destinato a un pubblico giovane, la prosa scorrevole e mai banale, la sapiente costruzione di personaggi e scenari avvincenti, rendono il libro godibile anche a un pubblico più esigente e maturo.


Jonathan Stroud è nato nel 1970 in Inghilterra. Laureato in Letteratura inglese all’università di York è stato redattore presso una casa editrice londinese, occupandosi di libri per bambini. Nel 1999 esce il primo di una serie di libri fantasy, Buried Fire. Per scrivere la trilogia di Bartimeus (L’amuleto di Samarcanda, 2004, L’occhio del golem, 2005, La porta di Tolomeo, 2006) si è licenziato, provando a vivere solo di scrittura, accolto da un pubblico e una critica entusiasti.


Ufficio Stampa


                                                                                                                                             Valentina Vitali                   


Adriano Salani Editore S.p.A., Via Gherardini 10 - 20145 Milano - Tel: 0234597624 - Fax 0234597206 - info@salani.it

2 Comments:

s.tef said...

E brava stellina!!!
proprio un bel comunicato stampa...
E spero pure un bel libro, dato che ancora lo devo leggere!

sumono said...

oggi me lo hanno riconsegnato.. è andato discretamente per fortuna (soprattutto calcolando che la maggior parte era non sufficente o sufficente...)